Parrocchia San Benedetto Abate

     Monaci Benedettini Silvestrini - Fabriano

 

 

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Le uniche decorazioni rimanenti risalgono al '700 ( anche se recentemente sono venute alla luce tracce di pittura molto più antiche all'interno di quelli che erano i locali del Refettorio):

- un ciclo di affreschi, forse dello stesso Antonio Ungarini, autore di quelli di Montefano, che sembrerebbe avere come oggetto miracoli di San Silvestro e dei suoi discepoli. Le scene adornavano sicuramente tutte le lunette perimetali del chiostro. Di alcune si scorgono solo pochi tratti, due sono ancora visibili e raffigurano: la prima un monaco con dolori al ventre guarito per opera di San Silvestro e dei Beati Giuseppe, Ugo e Benvenuto; l'altra un uomo resuscitato per l'intercessione di figure con bianche vesti.

- i ritatti degli Abati Generali fabrianesi di nascita si trovano invece nel Corridoio degli Abati al primo piano e sono contorniati da graziose pitture.

Di questo periodo sono anche il portale in pietra (1743), il bel pozzo con lo stemma della congregazione (1778) e un'altra cornice in pietra intarsiata che si trova al primo piano.

Sempre nel ‘700, da queste stanze, si partecipò alla lite con Camerino per l’erezione di Fabriano a Città e Sede Episcopale: citiamo l’Abate Ambrogio Grassetti che ne scrisse una dettagliata cronaca, ma soprattutto Don Amedeo Grassi che, sotto lo pseudonimo di “Abbate Arsenio” rispose per le rime al menzognero camerte “Don Pacomio” in merito all’effettiva importanza della Città della Carta.

Come ricorda la formella in terracotta che poggia su una testa di leone (forse proveniente dal duecentesco portale della chiesa), nel 1853 si ebbe un ultimo ampliamento: fu alzato di un piano l'imponente edificio visibile dalla Portella.

In seguito all'unità d'Italia il complesso seguì la sorte di molti altre case religiose  e, come già accaduto per breve tempo nel 1810, divenne di proprietà dello Stato; i monaci erano allora 15 e le diverse proprietà avevano un valore di 172.000 lire dell’epoca.

Per dovere di cronaca va segnalato che nel 1930, su iniziativa dell’Abate Generale Don Leandro Bugari, vi fu un tentativo da parte dei Silvestrini di rientrare in possesso di San Benedetto per adibirlo a collegio missionario ma della pratica, dopo alcuni pareri favorevoli da parte delle autorità, non si seppe più nulla.

Ad ogni modo dopo la soppressione del 16 Marzo 1861 i monaci si ritirarono nei locali di Via Mamiani e il complesso divenne luogo deputato all'istruzione: scuola elementare e superiore, ospitò generazioni di fabrianesi.

La dizione “Monastero San Benedetto” decadde ufficialmente nel 1983; il titolo “Abbaziale” ancora permane per la chiesa e il suo rettore è detto “Abate Parroco”.

Il terremoto del 26 Settembre 1997 ha fatto calare il silenzio su quest'angolo di Fabriano in attesa che un generale restauro dia una nuova vita a questi spazi.

Aldo Pesetti

  • R. Sassi, Chiese Artistiche di Fabriano: S. Benedetto, in “Rassegna  Marchigiana”, Pesaro 1932.

  • U. Paoli, Silvestro Guzzolini e la sua Congregazione, Fabriano 1995.

  • Archivio Segreto Vaticano, Relazione sulla visita del legato pontificio a S. Benedetto (XVII sec.).

  • U. Paoli - G. Avarucci, Le carte dell’archivio di S.Silvestro in Montefano, I-II,- Fabriano 1990-1991.

  • Convegno di studi, “Fabriano Guzzolini”, Montefano 1998.

  • R. Sassi, Nel Bicentenario dell’erezione di Fabriano a Città e Diocesi, Fabriano 1928.

  • O. Marcoaldi, Guida e Statistica della Citttà e Comune di Fabriano, Fabriano 1873.

  • R. Armezzani, La vita religiosa, in “La Città della Carta”, Fabriano 1982.

  • R. Gregoire, Le istituzioni fabrianesi nel trecento, in “Il trecento a Fabriano”, Fabriano 2002.

  • R. Sassi, Stradario storico di Fabriano. Con appendici toponomastiche, Fabriano 1953.

 

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