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Monaci Benedettini Silvestrini - Fabriano
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Le uniche decorazioni rimanenti risalgono al '700 (
anche se recentemente sono venute alla luce tracce di pittura molto più
antiche all'interno di quelli che erano i locali del Refettorio):
- i ritatti
degli Abati Generali
fabrianesi di nascita si trovano invece nel Corridoio degli Abati al primo
piano e sono contorniati da graziose pitture. Di questo periodo sono anche il portale in pietra
(1743), il bel pozzo con lo stemma della congregazione (1778) e un'altra
cornice in pietra intarsiata che si trova al primo piano. Sempre nel ‘700, da queste stanze, si partecipò
alla lite con Camerino per l’erezione di Fabriano a Città e Sede
Episcopale: citiamo l’Abate Ambrogio Grassetti che ne scrisse una
dettagliata cronaca, ma soprattutto Don Amedeo Grassi che, sotto lo
pseudonimo di “Abbate Arsenio” rispose per le rime al menzognero camerte
“Don Pacomio” in merito all’effettiva importanza della Città della
Carta. Come ricorda la formella in terracotta che poggia su
una testa di leone (forse proveniente dal In
seguito all'unità d'Italia il complesso seguì la sorte di molti altre case
religiose e, come già accaduto
per breve tempo nel 1810, divenne di proprietà dello Stato; i monaci erano
allora 15 e le diverse proprietà avevano un valore di 172.000 lire
dell’epoca. Per dovere di cronaca va segnalato che nel 1930, su
iniziativa dell’Abate Generale Don Leandro Bugari, vi fu un tentativo da
parte dei Silvestrini di rientrare in possesso di San Benedetto per adibirlo
a collegio missionario ma della pratica, dopo alcuni pareri favorevoli da
parte delle autorità, non si seppe più nulla. Ad ogni modo dopo la soppressione del 16 Marzo 1861 i
monaci si ritirarono nei locali di Via Mamiani e il complesso divenne luogo
deputato all'istruzione: scuola elementare e superiore, ospitò generazioni
di fabrianesi. La dizione “Monastero San Benedetto” decadde
ufficialmente nel 1983; il titolo “Abbaziale” ancora permane per la
chiesa e il suo rettore è detto “Abate Parroco”. Il terremoto del 26 Settembre 1997 ha fatto calare il
silenzio su quest'angolo di Fabriano in attesa che un generale restauro dia
una nuova vita a questi spazi. Aldo Pesetti
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