La Confraternita del Gonfalone di Fabriano

 

Di una particolare devozione alla Vergine nella Chiesa di San Benedetto si ha notizia certa a partire dalla metà del XVI secolo. Forse un affresco quattrocentesco o l’improbabile reliquia del latte di Maria, tuttora conservata e qui venerata secondo alcuni fin dal 1264, sarebbero stati l’”oggetto” di questo culto.

La Compagnia della Vergine Assunta, della quale una cappella porta ancora il nome, venne aggregata nel 1586 all’Arciconfraternita del Gonfalone di Roma, divenuta, con bolla papale di Gregorio XIII, “mater omnium” di tutte le aggregazioni mariane.

Il sodalizio romano aveva ricevuto l’incarico di provvedere alla liberazione dei prigionieri cristiani detenuti dal Gran Sultano di Costantinopoli e dal Viceré di Algeri, compito fino ad allora svolto unicamente dai Trinitari e dai Mercenari; si pensa che nel periodo 1581-1756 furono liberate 5.400 persone con i non meno di 2.160.000 scudi raccolti dalle “filiali” dell’Arciconfraternita presenti capillarmente dentro e fuori i confini dello Stato Pontificio.

Singolare, avendo queste informazioni, è la presenza nella Chiesa di San Benedetto, di una Confraternita della Ss.ma Trinità per la redenzione degli schiavi, eretta nel 1664 con proprio altare, e che svolgeva quindi la stessa funzione ultima dell’altro gruppo presente in parrocchia.

Il nome ”Gonfalone” era iniziato a circolare già nel 1351 a Roma: in quell’anno, in assenza di papa Clemente VI, Luca Savelli era riuscito ad impadronirsi del potere. Il popolo riunito sotto il vessillo dei Raccomandati di Maria cacciò l’usurpatore senza spargimenti di sangue. Da allora l’associazione di fedeli venne chiamata Raccomandati del Gonfalone (cioè dello stendardo vittorioso).

La nuova regola fu scritta dal francescano San Bonaventura; lo stemma era una croce trinitaria con i colori invertiti o diversamente ripartiti: sfondo azzurro simboleggiante l’eternità, braccio rosso che richiamava la passione di Cristo e braccio bianco a significare la purezza di Maria; il sacco (cioè l’abito) era di colore bianco.

Tra le attività delle Compagnie del Gonfalone citiamo: organizzazione di pellegrinaggi, accoglienza ed ospitalità alle compagnie forestiere, assistenza materiale e spirituale agli infermi, organizzazione di esequie e sepolture, assegnazioni di doti alle ragazze povere; inoltre i membri ricevevano assiduamente i sacramenti e partecipavano a speciali pratiche e funzioni.

Nel 1598 il gruppo era cresciuto di numero e, grazie anche alla benevolenza che il popolo gli iniziava ad accordare, ottenne dai monaci una stanza sulla piazza di fianco all’ingresso della chiesa; il ramo femminile rimase comunque all’interno del tempio per provvedere alla cura dell’altare della Vergine, fatto questo che provocò il malcontento dei silvestrini che non gradivano le continue ingerenze e lo spettegolare delle pie donne.

Nel 1610 si decise di iniziare la costruzione di un nuovo edificio demolendo alcune case verso la Portella: l’Oratorio di Santa Maria Annunziata del Gonfalone.

I confratelli avevano divera benemerenza e importanza e ciò era probabilmente segnalato da stemmi ricamati o da medaglioni di varie grandezze.

Troviamo personaggi di spicco della Città, nobili quali Flori, Santacroce, Bargagnati, Ronca, Ambrosi, Peroli, che si adoperarono, sembra raccogliendo anche diversi lasciti, per abbellire l’oratorio con ori ed intagli secondo il gusto dell’epoca.

Nel secolo XVIII le confraternite ebbero un periodo di grande splendore: a Fabriano se ne contano sedici tra le maggiori, le prime ad essere nominate negli elenchi sono quella del SS.mo Sacramento a San Venanzio, quella della Carità e quella del Gonfalone.

Per diminuire le prerogative di San Venanzio, il Capitolo di San Nicolò e il parroco di San Biagio chiesero e ottennero che ogni chiesa avesse la sua Compagnia del Sacramento che provvedesse alle eucaristie e alle esequie dei defunti spettanti fino ad allora alla sola Cattedrale.

Anche per questo, quando la bufera napoleonica costrinse l’Arciconfraternita del Gonfalone all’inattività, alla Portella il nome mutò in Compagnia del Ss.mo Sacramento di San Benedetto di Fabriano.

Intanto all’interno della Chiesa le donne continuavano il loro operato e, nel 1864, per volere del parroco don Ilarino De Luca, si costituirono in Pia Unione al Cuore Immacolato di Maria per la conversione dei peccatori aggregandosi alle Arciconfraternite di N.S. delle Vittorie di Parigi e di San Lorenzo in Lucina di Roma.

Con il tentativo di rigenerare il sodalizio fabrianese, don Domenico Merloni promosse l’unificazione di uomini e donne nella nuova Pia Unione Santa Maria del Gonfalone la cui vita fu breve e della quale si ha ultima menzione negli anni settanta del secolo scorso.

Ancora oggi in alcune città sono presenti o sono rinate alcune Compagnie del Gonfalone: ve ne sono a  Blera (VT), Fermignano (PU) e Piani di Sorrento (NA); a Roma, nella storica sede dell’Arciconfraternita da poco ristrutturata, ha sede l’Associazione Amici del Gonfalone.

Aldo Pesetti

 

·          R. Sassi, Chiese Artistiche di Fabriano: l’Oratorio del Gonfalone, in “Rassegna  Marchigiana”, Pesaro 1929.

·          S. Pagano, L’archivio dell’arciconfraternita del Gonfalone. Cenni storici e inventario, Città del Vaticano 1990.

·          G.P. Vigo (a cura di) , Il “signum sanctissimae trinitatis” dal sito web “Confraternita 2000”.

·          Op.Mad.Divino Amore Seconda Arciconfraternite e Confraternite – CD-ROM.

·          U. Paoli - G. Avarucci, Le carte dell’archivio di S.Silvestro in Montefano, I-II,- Fabriano 1990-1991.

·          R. Sassi, Nel Bicentenario dell’erezione di Fabriano a Città e Diocesi, Fabriano 1928.

·          O. Marcoaldi, Guida e Statistica della Citttà e Comune di Fabriano, Fabriano 1873.

·          A. Bolzonetti, Cenni storici della Chiesa Abbaziale e Parrocchiale di San Benedetto in Fabriano (Marche), Fabriano 1902.

·          B. Beltrame, nuove scoperte sulla tela del Brandi a San Benedetto, in “L’Azione” 2003.

·          Regolamento della Pia Unione al Cuore Immacolato di Maria per la conversione dei peccatori.

·          Statuto della Pia Unione Santa Maria del Gonfalone.